L'ambiente romano

"Se avessi avuto... e non c'è... una grande stampa romana" Franco Sensi

L'ambiente romano può essere considerato come l'insieme delle correnti di pensiero espresse da giornalisti e opinionisti romani all'interno dei loro spazi cartacei, radiofonici e televisivi. La platea è quella degli appassionati alle vicende Roma, tifosi più o meno viscerali del club giallorosso, stimato in 700.000 persone. In questa pagina proviamo a raccogliere un po' di storia e qualche aneddoto relativo a questo particolare "tritacarne mediatico" romano. Doverosamente ricordo e ringrazio il giornalista Gabriele Nobile, autore del libro "Ambiente romano. I campioni del calcio parlato".

Senza ombra di dubbio tutte le trasmissioni sulla Roma condizionano in un modo o nell'altro il pensiero dei tifosi. I sentimenti, le aspettative, i rancori e il sostegno nei confronti della Roma può essere alimentato e sollecitato ad arte, creando fazioni o mettendo in buona o cattiva luce questo o quel personaggio della società e della squadra. Questo è ciò che avviene a Roma 365 giorni l'anno.

Carta stampata

Nel 1971 la rivista quindicinale, poi mensile, Giallorossi fu tra le prime iniziativa di un gruppo di tifosi di calcio di crearsi un proprio spazio utile ad esprimere il proprio sostegno e punto di vista nei confronti della squadra. Dal 1983 la Roma ha creato la rivista ufficiale societaria "soppiantando" pian piano per tiratura Giallorossi, nelle edicole fino ad aprile 1986 e poi sostituito da ottobre per alcuni anni dal mensile "Magica Roma".

Sui quotidiani locali chiaramente le vicende Roma sono sempre state raccontate in base alle volontà editoriali, non sempre squisitamente a favore della società. Spesso titoloni di acquisti roboanti hanno portato alle critiche dei presidenti giallorossi e altrettanto spesso sono state addolcite situazioni scomode che era meglio non portare alle orecchie dei tifosi giallorossi. Un gioco delle parti normale che però non sempre ha portato risultati alla Roma e i suoi sostenitori, spesso confusi dalle varie correnti di pensiero e frastornati dalle tesi sostenute dal giornalista/opinionista di turno.

Radio e tv

Palinsesti e trasmissioni radiofoniche sulla Roma

Negli anni ottanta iniziano sulle emittenti televisive regionali varie trasmissioni calcistiche dedicate alla Roma. Alcuni conduttori di queste sono Michele Plastino, Massimo Ruggeri, Lamberto Giorgi ed Eolo Capacci, quest'ultimo anche calciatore della Roma nella stagione tra i cadetti. Negli studi televisivi ospiti sportivi e non intrattengono il pubblico romanista con professionalità giornalistica. Dagli anni 90 la squadra è sempre più esposta mediaticamente poiché nell'etere prende piede un fenomeno quasi unico nel paese, la nascita di diverse trasmissioni radiofoniche, raramente indipendenti, interamente dedicate alle vicende giallorosse. La Roma inizia ad essere discussa tutti i giorni per radio come nei bar e spiccano delle prime figure inquadrabili come "capi popolo", ideali rappresentanti della voce del tifoso. Nella stagione del terzo scudetto della Roma Mario Corsi, conduttore dal 1998 di "Te la do io Tokio", è indubbiamente lo speaker sportivo più popolare e probabilmente apprezzato della Capitale. La sua trasmissione accompagna la cavalcata dei giallorossi nel 2000/01 e le "canzoncine" di un ascoltatore, tale Galopeira, contribuiscono al successo del format. Riccardo Angelini, Galopeira, negli anni a seguire diventa a sua volta conduttore prima al fianco di Mario Corsi, poi per conto proprio, andando a creare una nuova "linea editoriale" nel racconto del quotidiano della squadra giallorossa.

Negli stessi anni sono diversi i tifosi della Roma che conducono trasmissioni sulla squadra. Le più celebri sono quelle di Virgilio Monosilio, Guido Zappavigna, Giuseppe De Vito e Max Leggeri, quest'ultimo protagonista oltre che in radio in televisione. L'opinione su tali trasmissioni è ovviamente soggettiva, ma indubbiamente se ne è sempre potuto apprezzare il linguaggio colorito e fuori le righe, più o meno spontaneo a seconda delle situazioni ma certamente sincero e viscerale. "Il mio canto libero on air", di Sandro e Mauro, ha ampliato l'offerta e sicuramente alzato il livello delle discussioni e delle argomentazioni. L'eventuale critica del tifoso era sempre meno "becera" e anzi si raffinava di parecchio.

Il panorama dei palinsesti radiofonici sull'argomento Roma muta ormai ad ogni stagione, con presenze piò o meno fisse. Negli ultimi vent'anni di radio romane si è potuto sentire tutto e il contrario di tutto, specialmente nei momenti più particolari della storia del club, come quelli delle cessioni societarie.

Fu bravissima Francesca Bonfanti nella sua "State bene così" a raccogliere e a "blobbare" le sfumature più ironiche dell'etere giallorossa.

Pedro Manfredini davanti allo slogan in società Chi tocca l'AS Roma muore Pedro Manfredini davanti allo slogan in società Chi tocca l'AS Roma muore

L'ambiente romano

Stralci d'interviste sull'ambiente romano


Ultima puntata di State bene così


Mourinho becca Austini

Probabilmente seccato dalle critiche sterili ricevute in radio, il tecnico della Roma José Mourinho nella conferenza stampa precedente alla gara di campionato contro la Sampdoria, commenta prima di rispondere la domanda riceuta dal giornalista Alessandro Austini, inviato del quotidiano Il Tempo: "Dopo averti sentito ieri in radio stavo aspettando una domanda molto più aggressiva, molto più critica e molto più violenta, non mi aspettavo una domanda così facile. La conclusione è che in radio tu sei super aggressivo, super violento, poi arrivi qui e ti caghi un po' sotto davanti a me".


Nel 2014 nasce Roma Radio, canale radiofonico ufficiale della società, megafono del club giallorosso nell'etere. L'operazione della Roma è ottima perché riporta la narrazione ad un livello meno critico ma comunque appassionato e appassionante. In molto convergono verso le trasmissioni ufficiali, dove c'è meno astio e le dialettiche sono più morbide. Ad avvelenare il clima ci si mette il web. Siti e forum sono solo un assaggio del cambiamento epocale che avviene nei media con l'avvento dei social.

Arrivano i social

La diffusione dei social network, avvenuto più o meno nello stesso periodo di passaggio della Roma dalla famiglia Sensi alla cordata americana, ha naturalmente alimentato a dismisura le varie correnti di pensiero, dispenderdole in tantissimi rivoli costituiti da pagine e gruppi vari. Ben presto è emerso il limite dello spessore di certe discussioni in queste nuove piazze virtuali. Un aspetto negativo è stata la trasformazione di alcuni tifosi in opinionisti, con un proprio "format" da proporre e difendere anche a costo del male sportivo ed economico della Roma. Chi non ha visto o sentito augurarsi la sconfitta della Roma pur di sostenere le proprie tesi? Allenatori e calciatori letteralmente sfondati, per una soddisfazione personale di poter ammettere la propria lungimiranza sportiva. Come fosse un merito saper pronosticare il fallimento, l'insuccesso o la scarsa qualità di qualcuno. Il paradosso è che tutto ciò avviene nei confronti di una squadra di calcio e di chi la rappresenta (calciatori e dirigenti vari), che per definizione dovrebbe essere un'entità da proteggere per un tifoso. Non so spiegare il corto circuito avvenuto negli appassionati sostenitori della Roma, storditi forse dalle troppe chiacchiere ascoltate alla radio, convinti a volte che difendere la propria idea possa in qualche modo essere più importante che difendere la Roma stessa.

Articoli

Da anni si sente dire che le radio romane e i giornalisti/opinionisti che parlando h24 della squadra giallorossa sono uno dei mali principali della Roma e un causa dei suoi rari successi sportivi. Indubbiamento spesso diventano un elemento che rovina l'umore della tifoseria e che avvelena, condizionando negativamente, il rapporto tra la piazza e il club giallorosso. Critiche, pregiudizi e opinioni di parte tesi a screditare l'allenatore/presidente/giocatore di turno sono purtroppo pane quotidiano delle discussioni radiofoniche sulla Roma. I faziosismi tra le varie "penne" e speaker non mancano, talvolta l'aspetto che viene a mancare negli articoli e nelle trasmissioni è la passione e il tifo semplice e sincero per la Roma. Il fenomeno è noto ed è stato ben esaminato e argomentato in diversi articoli, tra cui questi su Contrasti, Linkiesta, Sport people.

Dichiarazioni

Riportiamo di seguito alcune dichiarazioni e stralci d'interviste relativi all'ambiente romano.

Luis Enrique al termine della sua carriera da allenatore della Roma nella stagione 2010/11: "Questo è un bel posto, ma è un posto che ha bisogno di aiuto. Spero che il prossimo allenatore non debba soffrire quello che ho sofferto io"

James Pallotta, presidente della Roma dal 2013 al 2020: "C'è questa tendenza a Roma di inventare qualcosa, sembra che sentano questa esigenza di svegliarsi al mattino e inventare delle notizie."

Luciano Spalletti, due volte allenatore della Roma: "Io sono andato via perché la stampa e la società dicevano che non ero all'altezza, quando ero con lo Zenit di voi però non si parlava più e nessuno mi sapeva raccontare niente della Roma. E invece Luis Enrique ha vinto con il Barcellona, Ranieri ha vinto la Premier... Qui invece è rimasto tutto uguale."

Fabio Capello sulle radio romane: "Io parlavo solo con quelle nazionali. Devi stare fuori da quelle cose lì."

José Mourinho a settembre 2021: "Inizio a capire perché l'ambiente romano è difficile, altrove trovi più protezione, ma è divertente anche così."

Striscione dei tifosi della Roma sulle radio romane