Sacerdoti presidente

Il giorno che la Roma a Firenze si aggiudicò la coppa Coni, sulle tribune si abbracciarono due illustri personaggi: Italo Foschi e Renato Sacerdoti. Fu un abbraccio che segnò simbolicamente il passaggio del testimone. Foschi, che aveva fondato la Roma, si trasferiva per impegni di lavoro a La Spezia. Sacerdoti diventa il degno successore delle redini dei vessilli giallorossi.
Allestì da subito uno squadrone, strappando Fulvio Bernardini all'Inter, D'Aquino al Novara e Barzan al Milan, portando alla Roma anche Eusebio, che aveva giocato nell'Alba, Benatti (il quale verrà soprannominato 'er sorcetto') ed infine il centravanti Rodolfo Volk dalla Fiumana.
Volk, a dire il vero, fù assegnato alla Roma d'ufficio dopo una diatriba con il Napoli per chi doveva ingaggiare Volk e Mihalich, altra forte punta dell'apoca.

Il campionato 28-29 si svolse tra 32 squadre suddivise in due gironi da sedici. Tra le due vincitrici ci sarebbe stato lo scontro diretto per decretare la vincente finale. La Roma disputò i suoi incontri casalinghi tra il Motovelodromo Appio la Rondinella e lo Stadio Nazionale.
Purtoppo non riuscì a conquistare il primo posto che voleva dire finale, arrivò terza alle spalle di Torino e Milan ma disputò tutte partite d'assalto rimandendo all'asciutto solo 4 volte su 30. Volk, Ferraris IV e Bernardini furono i giocatori verso i quali il pubblico romanista espresse le maggiori simpatie. Il primo segnò nella sua prima stagione in giallorosso ben 26 gol, 21 nella seconda e 29 nella terza nella quale fù capocannoniere del campionato.

 

Inaugurazione di Campo Testaccio

Nel 1929, per l'esattezza il 3 novembre, viene disputato il primo incontro a Campo Testaccio che dopo un anno e mezzo di lavori è finalmente messo a punto per ospitare 20000 tifosi romanisti.
E' Roma-Brescia e finisce 2-1 per i giallorossi grazie alle reti di Volk (che segnò la prima rete ufficiale del nuovo stadio) e Barnardini.
Il secondo incontro venne disputato la domenica successiva, contro il Napoli. La partita resta alla storia per un gol segnato dal Napoli annullato perchè non visto o meglio, la rete bucata aveva fatto uscire il pallone e nell'incertezza l'arbitro assegnò la rimessa dal fondo. Nel secondo tempo la Roma, che era in vantaggio per 1-0 andò in svantaggio 1-2 ma perggiò alla fine grazie a Volk. La successiva sconfitta contro il Pro Vercelli segnò il congedo dell'allenatore Baccani, al suo posto venne assunto Francis Burgees. Nella prima stagione disputata al Testaccio la Roma subì una sola sconfitta ad opera della Juventus (l'anno successivo ci siamo rifatto con il famoso 5-0) ottenendo un sesto posto in campionato (vinto dall'Ambrosiana).

Il primo derby

Con l'avvento del campionato a girone unico (1929/30) Roma e Lazio poterono finalmente trovarsi contro. Nelle due stagioni precedenti infatti questo non avvenne poichè le due squadre militavano dei due diversi gironi.
La prima stracittadina si disputò l'8 dicembre del 1929. Quello che racconta la cronaca è che per l'evento furono spiegate tantissime forze dell'ordine, in maniera anche forse spropositata. Fino ad allora non era stato organizzato un derby amichevole anche ai fini della 'sicurezza'. Si temevano incidenti mentre invece il pubblico romano rispose in maniera del tutto civile, allo stadio della Rondinella (era Lazio-Roma) c'erano 15000 tifosi circa.. 9/10 erano della Roma!!!

Questa la formazione che giocò il primo derby: BALLANTE, BARZAN, DE MICHELI, FERRARIS IV, DEGNI, CARPI, BENATTI, DELLE VEDOVE, VOLK, CORSANINI, CHINI
Il risultato finale fù di 1-0 per la Roma, autore del primo gol alla lazio Rodolfo Volk.

A marzo dell'anno successivo si disputò per la prima volta Roma-Lazio, il derby casalingo. Campo Testaccio era strapieno. Anche stavolta fù la Roma ad imporsi con le reti di Bernardini, Volk e Chini, 3-1 il finale.


Il 5 a 0 alla Juve

La partita più famosa della storia di Campo Testaccio è sicuramente Roma-Juventus 5-0 del 15 marzo 1931. Roma e Juventus si trovano in testa alla classifica, lo stadio è completamente zeppo, si sfiorano le 30000 unità. Per la cronaca il cielo coperto ed il vento attenuavano l'afa. Alle 1430 la Juve entra in campo, subito dietro Attilio Ferraris e tutti gli altri giallorossi. E' la bolgia, uno spettacolo unico, per la prima volta Roma vede una partita in cui una sua squdra è in lotta per lo scudetto.
La Roma scende in campo con:
Masetti De Micheli Bodini Ferraris IV Bernardini D'Aquino Costantino Fasanelli Volk Lombardo Chini. La Juvents risponde con: Combi Rosetta Caligaris Barale Varglien I Vollono Munerati Cesarini Vecchina Ferrari Orsi.

Quel giorno l'attaccante juventino Orsi non sfiorò palla ed il centrocampo bianconero fu annullato da Bernardini e Ferraris. Dopo sei minuti la Roma va in vantaggio: Ferraris IV allungava a Volk che lanciava a Lombardo, mezza rovesciata che anticipava Barale e Rosetta e palla in rete. Tutto il primo tempo la Roma passò e sullo scadere la Juve trovò anche un leggera reazione, coronata da un palo di Vecchina. Nella ripresa, dopo cinque minuti la Roma batte una punizione con Ferraris, cross di Costantino e Volk appostato e centro area manda la palla nell'angolo alto della porta, 2-0. Testaccio esplode ma gli animi dei giocatori sono altissimi e al nono di gioco Ferraris viene espulso assieme allo juventino Cesarini. Attilio Ferraris però non volle rientrare negli spogliatoi e rimase sulle scalette con gli occhi fissi sul campo. Quando al 16' ci venne assegnato un calcio di rigore per fallo su Volk e Bernardini realizzò si vide una cosa straordinaria. Ferraris si strattonò di dosso i due custodi che lo tenevano e corse di nuovo in campo ad abbracciare Bernardini, suo primo tifoso. E in quel momento, in quel gesto c'era una grandissima espressione di romanità, anche per questo episodio la leggenda di Campo Testaccio diventa tale. Attilio Ferraris e Fulvio Bernardini sono tuttore due icone indelebili dell'AS Roma. La partita non era finita, anzi. Al 34' un liscio di Caligaris permetteva a Fasanelli di realizzare il 4-0 ed al 42' Bernardini, raccolta una rimessa laterale, scoccava un tiro dal limite dell'area che si infilava nell'angolino basso, 5-0.

 

     
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Ultima modifica di questa pagina: 31/01/2016

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