Alba, Fortitudo e Roman sono le tre squadre che nel 1927 si sono fuse per dar vita all'Associazione Sportiva Roma.

NOME, COLORI E TRADIZIONE... ROMA E' GIALLOROSSA

L'albero genealogico dell'Associazione Sportiva RomaLa nascita dell'Associazione Sportiva Roma, datata 22 luglio 1927, è il risultato della fusione tra i club Alba, Fortitudo e Roman. In quell'anno Italo Foschi e i dirigenti dei club capitolini decisero di unire le proprie forze per formare un grande squadrone che portasse il nome ed i colori della Capitale e riuscisse a raggiungere i livelli delle squadre del Nord Italia. Già da qualche anno i club capitolini riuscivano a raggiungere il primato nei tornei di centro-sud Italia ma gli incontri decisivi contro le compagini del nord finivano sistematicamente in disfatte. Ripercorriamo le vicende delle squadre dell'Urbe immortale: nel 1912/13 si svolge, per la prima volta, un torneo nazionale che coinvolge anche squadre del centro e sud Italia. La formula prevede diversi gironi regionali, semifinali e finali. La Lazio riesce ad arrivare in fondo ma viene sconfitta dal Pro Vercelli per 6-0.
Nel girone laziale, uno dei tre del centro Italia, oltre ai biancocelesti le squadre partecipanti sono: Roman, Pro Roma, Alba, Audace-Esperia e Juventus Audax. L'anno dopo viene riproposta la stessa formula e sono le stesse squadre a formare il girone tranne per l'avvicendamento dell'Alba con la Fortitudo. La Lazio arriva di nuovo in finale ma va peggio dell'anno prima: nei due scontri contro il Casale il totale è di 9-1.
1914/15, nel campionato regionale le squadre sono le stesse. A causa dello scoppio della prima guerra mondiale il torneo non può essere concluso ed il Genoa viene proclamato campione d'Italia d'ufficio. Il campionato può riprendere regolarmente soltanto nella stagione 1919/20. Al girone di qualificazione partecipano (in ordine di piazzamento finale): Fortitudo, Audace Esperia Roma, Lazio, Juventus Audax, Pro Roma, U.S.Romana e Roman. Le prime due squadre classificate, per procedere, disputano un girone a tre con le squadre qualificate in Toscana ed in Campania. La Fortitudo vince il suo ma viene poi battuta dalla prima del gruppo B, il Livorno. Passano gli anni e le squadre calcistiche italiane aumentano sempre più. Nel 1920/21 sono 8 le compagini laziali che si giocano i due posti utili per accedere ai gironcini semifinali: in ordine d'arrivo Fortitudo, Lazio, Juventus Audax, Pro Roma, Audace Esperia Roma, U.S.Romana, Vittoria e Roman.

Nel turno successivo la Fortitudo arriva seconda a due punti dal Pisa capolista mentre la Lazio si piazza all'ultima posizione. Il campionato sarà vinto dal Pro Vercelli.
Dal 1921/22 competono anche le formazioni marchigiane, siciliane e pugliesi. La Fortitudo supera i primi due gironi qualificandosi per la finale contro il Pro Vercelli. La compagine del nord è ancora troppo superiore e nelle finali s'impone con il risultato totale di 8 reti a 2.
1922/23, è ancora la Lazio ad arrivare in fondo ma viene di nuovo sconfitta: 6-1 nelle finali contro il Genoa.
L'anno successivo l'Alba primeggia ed il secondo posto utile a raggiungere le finali se lo contendono in uno spareggio Lazio e Fortitudo. Vincono i biancolesti per 2-0, è il 4 luglio 1924. In quel campionato si mette in luce il promettente giovane Fulvio Bernardini in forza alla compagine della Lazio. Con 12 reti è il capocannoniere del torneo. Degni, Rovida e Corbyons, futuri romanisti, realizzano 5-6 reti a testa.
1924/25, la compagine dell'Alba arriva nuovamente prima in classifica mentre Fulvio Bernardini guadagna nuovamente il titolo di capocannoniere. I biancoverdi dell'Alba, guidati dai gol di Ziroli, Degni e Mattei battendo l'Ancona raggiungono la finale nazionale nella quale però vengono sconfitti dal Bologna.
Le squadre del centro Italia non riescono in alcun modo ad ottenere lo scudetto, arrivate in finale vengono sempre inesorabilmente sconfitte dai team del nord. Nel 1925/26 si verifica nuovamente con l'Alba che arriva in finale ma viene sconfitta dalla Juventus. Infine nel campionato 26/27, il precedente alla nascita dell'A.S.Roma, le squadre laziali non ottengono alcun risultato di prestigio.

Fortitudo Roma
Una formazione della Pro Roma

"La Fortitudo poteva dirsi società di estrazione cattolica: fondata da fra' Damaso Cerquetti, era diretta con stile ed abilità manageriali da "Fratel Porfirio", all'anagrafe Augusto Ciprari, nome tutelare e animatore dell'attività agonistica che si svolgeva - sempre all'epoca dei fatti - sui campi della "Madonna del riposo".

La Società di Ginnastica e Scherma Fortitudo Roma venne fondata l'8 dicembre 1908 e la sua squadra calcistica aveva una divisa rosso chiaro bordata di blu scuro e come simbolo la lupa capitolina che spiccava sulle casacche. Il pubblico che seguiva questa squadra era uno dei più calorosi di Roma, veniva principalmente dal popolare Rione Borgo nel quale la Fortitudo aveva la propria sede. La forte passione che contraddistingueva i tifosi di questa squadra veniva automanticamente trasmessa ai giocatori che formavano un gruppo unito e compatto, nel quale crebbero e si distinsero calciatori molto forti tecnicamente ed apprezzati anche fuori dalle mura cittadine. La società era stata fondata da un gruppo di frati della comunità di Nostra Signora della Misericordia; la maggior parte dei dirigenti societari erano quindi dei religiosi. Tra questi spiccava la figura di Fra' Porfirio Ciprari, uno dei personaggi più amati nella storia del club, che svolgeva contemporaneamente sia il ruolo di presidente che quello di allenatore. Fu lui a scoprire ed a lanciare Attilio Ferraris IV, talentuoso giocatore di Borgo Pio che già all'epoca della Fortitudo era entrato a far parte del giro della nazionale. Si qualificò alla finale scudetto nel 1922 venendo però sconfitta dalla Pro Vercelli in entrambe le finali (0-3 all'andata e 2-5 al ritorno). Nel 1926 assorbì la Pro Roma, onde partecipare con maggior forza al nuovo campionato di Divisione Nazionale, e assunse il nome di Società Fascista Fortitudo Pro Roma.

La vecchia società Pro Roma, nella quale nel 1923 era confluita la più antica U.C.Romana, amalgamandosi alla Fortitudo di fra' Porfirio, svanì così praticamente nel nulla." Dal libro "Roma dal Testaccio alla dimensione vertice".

Nel 1948 la F.I.G.C. istituisce il premio “Pionieri del calcio”, assegnato a quei dirigenti ancora in vita che hanno fatto la storia del calcio in Italia. Porfirio Ciprari riceve il "distintivo d’onore" insieme a Guido Baccani, Alberto Cinti, Edoardo Caroncini, Antonino Sidoti.

Una formazione della Fortitudo nel 1918

La squadra della Fortitudo nel 1918

Società Sportiva Alba Roma
Una formazione della Società Sportiva Alba

"L'Alba era probabilmente la più nota delle tre maggiori squadre romane per essere stata la più vicina alle "grandi" del tempo ed aver avuto occasione di misurarsi - anche se con scarsa fortuna - direttamente con loro. Pur non avendo dalla sua la "borghesia" (come la Roman) era la società che poteva permettersi di pagare gli stipendi ai suoi giocatori (quindi si era già in una forma di professionismo) e che aveva una sede aperta a tutti coloro che amavano il calcio e la buona tavola, cioè la "Bottiglieria del Gambero", di proprietà del "fac-totum" della squadra stessa, cioè Umberto Farneti." Dal libro "Roma dal Testaccio alla dimensione vertice".

Una formazione dell'Audace

Nata nel 1907, la squadra dell'Alba giocava al quartiere Flaminio, zona dalla quale provenivano anche i propri tifosi. Nel 1926 si fuse con l'Audace Roma (nata nel 1901), formando l'Unione Sportiva Alba Audace, per unire le forze in vista del nuovo campionato. L'anno successivo si fuse con Fortitudo e Roman. Il presidente era Ulisse Igliori (anche membro del direttorio Nazionale del Partito Nazional Fascista).

Nel 1930 fu rifondata con il nome di Associazione Sportiva Alba, ripartì dai campionati laziali e nel 1938/39 conquistò la promozione in serie C. Nel dopoguerra assorbì il club Ala Italiana e cambiò il nome in Associazione Sportiva Albala. Negli anni successivi inglobò anche il Trastevere e l'Italia libera e arrivò a disputare il campionato di Serie B Bassitalia.

Una formazione della Società Sportiva Alba
Roman F.C. 1901
Formazione del Roman

"C'era la Roman (quella in giallo-rosso), che rappresentava i quartieri "bene", disponeva di un campo proprio (il "Due Pini"), di una sede sociale (in Via Uffici del Vicario), ed aveva sostenitori in grado di partecipare con generosità alle spese di gestione." Dal libro "Roma dal Testaccio alla dimensione vertice". La ragione sociale originale del club era Foot Ball Club di Roma e, se pur fondata nel 1901, gli esordi calcistici risalgono al 1903. L'estrazione aristocratica del club lo contrappose alle altre associazioni della città che avevano un'estrazione più popolare. Il Roman, grazie ai suoi sostenitori, poteva contare su un'elevata disponibilità economica e inizialmente fu l'unica società romana a disporre di un vero e proprio campo di calcio, il Due Pini. Il 9 giugno 1912 su questo terreno si disputa l'incontro amichevole tra una "Squadra romana" composta da calciatori delle compagini romane (esclusa la Lazio) e l'Andrea Doria; il risultato finale di 3-1 rappresenta la prima vittoria contro degli avversari del Nord Italia.

Al momento della fusione con Fortitudo e Alba il Roman diede la sede sociale e diversi dirigenti tra i quali i fratelli Piero e Giorgio Crostarosa e Renato Sacerdoti, ed ebbe in Carpi senior, defunto prima della fusione, un dirigente che volle fortemente la creazione del sodalizio. Renato Sacerdoti, soprannominato "Il banchiere di Testaccio", divenne tra l'altro nel 1928 il secondo presidente dell'AS Roma.

Sopra una formazione del Roman, prima squadra di calcio romana a vestire la maglia giallorossa con lo stemma della Lupa Capitolina.

I tecnici delle tre squadre l'anno prima della fusione erano: Bechis per il Roman, Piselli per l'Alba e Cing per la Fortitudo.


Italo Foschi, primo presidente dell'Associazione Sportiva Roma 1927.

Stemma dell'Associazione Sportiva RomaAttilio Ferraris con la casacca dell'Italia Il primo agosto del 1927 Italo Foschi, presidente della neonata Associazione Sportiva Roma, dirama alla stampa la lista dei futuri calciatori della squadra, provenienti in gran parte dalle tre squadre dell'Alba-Audace, Fortitudo-Pro Roma e Roman. Ecco i primi atleti giallorossi:
Portieri:
Rapetti (Fortitudo), Ballante (Alba), Vittori

Terzini:
Corbyons (Alba), Mattei (Alba), Bianchi Angelo (Fortitudo), De Micheli (Fortitudo)

Mediani:
Ferraris IV (Fortitudo), Degni (Alba), Zamporlini (Fortitudo), Scocco (Fortitudo), Caimmi, Carpi, Fosso

Attaccanti:
Bussich, Bramante, Bianchi Antonio (Fortitudo), Cappa (Fortitudo), Canestrelli (Fortitudo), Chini (Alba), Jacoponi, Sbrana, Scardola, Rovida (Alba), Ziroli (Alba)

Nella foto Attilio Ferraris IV, primo capitano della Roma proveniente dalla Fortitudo, con la maglia della Nazionale. In azzurro vinse i Campionati del Mondo nel 1934.

Ultima modifica di questa pagina: 18/05/2015

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