Enrique Guaita

Enrique Guaita

Biografia di Enrique Guaita

Enrique Guaita nasce a Lucas Gonzalez, in Argentina, il 15 luglio 1910. Cresce calcisticamente in patria, nel club dell'Estudiantes dove segna 32 reti in 62 gare.

Il periodo alla Roma

Viene acquistato dalla Roma nel 1933 assieme ad Alejandro Scopelli, suo compagno di squadra all'Estudiantes, e all'altro argentino Andres Stagnaro. Ben presto Guaita si ambienta e nella prima stagione in giallorosso segna 14 gol in 32 reti. In questa stagione viene ribattezzato dai tifosi della Roma "il corsaro nero", a seguito di una tripletta realizzata contro il Livorno. Quel giorno la Roma giocava con una casacca completamente nera per distinguersi dagli avversari e le tre reti realizzate da Enrique Guaita gli valsero quel soprannome.

Appena arrivato in Italia Guaita ottenne la cittadinanza e, in qualità di oriundo, ebbe la possibilità di giocare con la Nazionale Italiana. Debuttò in azzurro il 3 dicembre 1933, poi nell'estate del 1934 partecipò al primo campionato del Mondo disputato e vinto dall'Italia. Per l'allenatore della Nazionale Pozzo Guaita era imprescindibile. Disputò tutte le otto gare della competizione, segnò un gol decisivo in semifinale e fornì a Schiavio un assist decisivo nella gara finale contro la Cecoslovacchia.

Laureatosi campione del Mondo, Guaita torna nella Capitale per disputare una stagione da record nella quale realizza 28 gol in 29 partite disputate. Con questo bottino conquista un record tuttora imbattuto nei campionati a 16 squadre. La Roma grazie alle sue reti arriva al quarto posto.

Il presidente della Roma Renato Sacerdoti decide di rinforzare ulteriormente la rosa romanista in vista del campionato 1935/36 e acquista Luigi Allemandi e Renato Cattaneo. Viene però spiazzato, così come tutti i romanisti, dalla fuga repentina di Guaita, Scopelli e Stagnaro che scappano in Argentina dopo essere stati "minacciati" di dover partire per l'imminente campagna d'Etiopia. La partenza per il fronte era piuttosto improbabile vista la carriera da calciatori dei tre ma lo spavento ebbe la meglio sulla ragionevolezza e la Roma si trovò quindi di punto in bianco senza i suoi tre assi. In seguito si pensò che i giocatori furono mal consigliati da dirigenti che ambivano a prendere il timone della Roma ma la verità non fu mai chiarita del tutto.

Nel 1936 e 1937 Guaita giocò con il Racing, poi disputò le ultime due stagioni con l'Estudiantes, squadra con la quale aveva esordito tra i professionisti. A fine carriera vanta 42 gol in 62 gare di campionato con la Roma oltre 10 presenze e 5 reti con la Nazionale Italiana.

Enrique Guaita

Enrique Guaita

Guaita capocannoniere

Nella stagione 1934/35 Guaita si laurea capocannoniere della serie A con un record ancora imbattuto nei campionati a 16 squadre: 28 gol in 29 partite. In quella stagione l'allenatore della Roma è Luigi Barbesino che dopo aver osservato le doti di Guaita come realizzatore nel campionato precedente decide di affidargli le chiavi dell'attacco schierandolo centravanti. L'argentino ripaga il tecnico in maniera straordinaria, entrando nel cuore dei tifosi romanisti. Tra le reti segnato da Guaita nel campionato 34/35: doppietta al Brescia (4-0), al Livorno (5-1), al Palermo (5-1) e al Pro Vercelli (4-1 fuori casa) e tripletta all'Alessandria (6-1 fuori casa), al Torino (3-2 fuori casa) e al Napoli (4-0). Uno score veramente impressionante quello del Corsaro Nero Enrique Guaita.

Enrique Guaita

Enrique Guaita in Roma-Brescia