Il nostro AMORE...il vostro CUORE...alzeranno la coppa, carica ragazzi!

DAI ROMA!!

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( 3.1 / 16 )
ROMA (4-2-3-1) - Doni; Panucci, Cicinho, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro (dal 62' Giuly); Taddei (dal 72' Aquilani), Perrotta, Mancini (dal 56' Vucinic); Totti. Allenatore: Luciano Spalletti.

MILAN (4-3-1-2) - Kalac; Oddo, Kaladze, Maldini, Favalli; Gattuso, Pirlo, Ambrosini (dall'85' Gilardino); Seedorf (dal 73' Emerson), Kakà (dall'88' Paloschi); Pato. Allenatore: Carlo Ancelotti.
Arbitro: Nicola Rizzoli di Bologna.
Marcatori: 56' Kakà/M, 77' Giuly/R, 81' Vucinic/R.
Ammoniti: 47' Gattuso/M, 66' Pato/M, 85' Favalli/M.

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( 3.2 / 28 )
La Roma e tutti i suoi tifosi non devono far l'errore di snobbare la Coppa Italia. Superare le semifinali che ci vedranno impegnati contro il Catania e conquistare la finale che si giocherà proprio qui a Roma il 24 maggio vorrebbe dire diventare "quelli che l'hanno vinta più volte". Seppur assieme alla juventus. E allora diamoci sotto, conquistiamola. Come l'altr'anno.
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( 3.1 / 27 )
"Prima lo stadio rappresentava la maggior fonte di introiti per i club - ha detto Tullio Camiglieri, direttore delle comunicazioni di Sky Italia- ma ora sono sempre piu' gli italiani che seguono le partite in televisione: l'obiettivo e' dare loro un'offerta piu' adeguata. Evidentemente, a fronte di una spesa che l'abbonato fa, bisogna dargli la possibilita' di seguire piu' partite possibile"
D'accordo Tù, da na parte c'hai ragione: l'abbonati scai ce devono avè diritto de vedesse tutte le partite 'ndiretta. Ma io abbonato de stadio, io che da diecianni ogni domenica stò su quei seggiolini, quarche diritto, ce l'avrò?
c'avrò diritto de smette de piamme li permessi a lavoro pe seguì la coppa italia o pe annà a fà i bijetti? c'avrò diritto de vede le linee de fondo campo? c'avrò diritto che me levano le coccie dei bruscolini della settimana prima dar seggiolino? c'avrò diritto che me lavano quei vetracci sempre luridi che dividono i settori? c'avrò diritto a pagà na bottietta d'acqua meno de n'euro e mezzo? c'avrò diritto a fischià quello che me pare senza che alla Roma je facciano la murta?
Evidentemente, a fronte della spesa che da abbonato faccio, NUN ME SE FILA NESSUNO!
E' normale che prima lo stadio rappresentasse la più grande fronte di entroiti, grazie ar ciufolo, ce stava solo quello!
E' normale che se metti le televisioni a pagamento e allarghi il bacino d'utenza del 1000%, presto diventano de più quelli che se la guardano in tv. Fino all'anni 90 na partita o la seguivi allo stadio, o t'attaccavi. E nessuno s'encazzava perchè mancava scai.
Poi avete pensato "lo sai che c'è, io me venno la trasmissione delle partite. A n'euro a partita, cò 100000 che saa guardano, sò 100000 euro. Pensa tutte le partite che ce stanno. Se pò fà"
E il calcio è annato a puttane.
Mò mettice pure er derbi alle 2115, st'artanno famo na partita pe volta a partì dalle 10 del mattino fino alle 10 de sera, così qualcuno a casa pò sta 12 ore de fila davanti alla tv e vedesse tutto er campionato.
Noi semo quelli scomodi, quelli che ve possono dì "avete fatto na marea de stronzate solo pè guadagnacce". Perciò ce vorreste eliminà tutti.
Dal 1° al 31..da gennaio a dicembre...da lunedi a domenica...dalle 01:00 alle 24:00...
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( 3.1 / 33 )
Gianfranco Zigoni, il principio è la fine.
Ho lasciato Roma per colpa di Helenio Herrera. Mi ha mandato via perché era geloso di sua moglie che era trevigiana come me, ma mica era vero che andavo con la moglie, con tutte le belle ragazze che ci sono a Roma non ne avevo bisogno. Una vigliaccata. Una volta Renato Rascel si arrabbiò con lui perché mi tolse di squadra. Era un grande Renatino. E poi io ero bello come il sole.
In principio fu la Juventus.
Ho giocato 7 anni con la Juventus. Ero il primo titolare della Juventus in Coppa Campioni. Io ero forte. Ma quelli lì mi hanno fatto piangere: la Juve mi ha tarpato le ali, mi ha tolto la libertà. Uno timido come me, così introverso, ha bisogno di calore. Heriberto Herrera mi diceva “vai lì, va là, fai questo, fai quello”, ma io non sono così: voglio essere libero. Per colpa della Juventus sono caduto in depressione, sono andato dallo psichiatra. Non potevo nemmeno tenere i capelli lunghi. Io sono un insicuro, ho bisogno dell’amore che Roma mi ha dato. Ho giocato 7 anni con la Juventus, 2 a Roma, ma quando oggi mi chiedono: “Zigo, dove hai giocato?”. Io rispondo: “Io sono della Roma”.
La Roma.
Roma. Perché amo Roma non te lo saprei dire. Da ragazzino tifavo Toro. Forse i colori. Roma mi ha dato la libertà, quei 2 anni là sono stati una vita. La mia vita. Il pubblico dell’Olimpico, la bellezza della spontaneità... Io quando guardo le partite mi metto a vedere la gente, guardo la passione. Che mi frega di 4 ragazini che corrono in mezzo al campo? Roma l’ho amata. Roma per i suoi tifosi.
I tifosi.
Il calcio senza gli ultrà non esiste. Chi dice che sono la parte peggiore di questo mondo non capisce niente. Gli ultrà sono amore: io li ho visti piangere per questa maglia, li ho visti piangere a Verona, l’altra squadra della mia carriera che m’è rimasta dentro insieme al Genoa. Squadre che sono una cosa sola con la loro gente. I delinquenti li puoi trovare al cinema, in piazza, quando vai a fare la spesa. La gente che ama una squadra è una cosa sana. A Roma l’amano. Anch’io non ho mai smesso di farlo.
Capello: “Non mi interessa andare alla Juventus”; Emerson a Roma era depresso. Adesso...
Della depressione non voglio parlare perché so che significa, e se fosse vera... Ma certo è difficile essere uomini. Capello è un piccolo uomo. Non voglio offendere nessuno, ma non si vergogna? Quando ero al Verona e ci hanno mandato in serie B i miei tifosi m’imploravano di restare; gli dissi: “Perché me lo chiedete? Io non vi tradisco, io non me ne vado”. L’Inter mi offriva 100 milioni, io ne guadagnavo 25. L’Inter mi voleva a tutti i costi, il Verona voleva guadagnarci, ma l’ho urlato: “Io gioco per i miei tifosi”. Quelli del Verona sono sempre stati di destra, io sempre comunista, ma loro mi adoravano, mi dicevano “Zigo, tu puoi fare quello che vuoi”.
Ci ho scritto un libro, si chiama “Dio Zigo, salvaci tu”.
Il doping.
C’è sempre stato e sempre ci sarà. Quando vai a giocare la finale della Coppa del Mondo non ti prendi la bistecca. Al Genoa c’era un medico che mi faceva le punture, mi diceva che erano vitamine. Mi si spezzò la lingua, allora gli dissi: e vedere la Juve condannata.
Gli arbitri.
Quando ero alla Juve non ci facevo caso, ma con la Roma sì. Proprio contro la Juve Lo Bello ci fece perdere. Poi hai visto domenica? Come hanno fatto a non espellere Camoranesi. Col Verona mandai a quel paese l’arbitro e mi squalificarono 6 giornate. Alla Juve mai.
La carriera.
Ho esordito in serie A a 17 anni, a 20 ero in Nazionale. Ma la Juventus mi ha spezzato le ali. Stavo male, potevo fare di più. A Roma ho ritrovato la fiducia e se ci fossi rimasto avrei spaccato il mondo. Me lo diceva sempre il grande Valcareggi, me lo ha detto anche prima di morire: “Eri completamente pazzo, altrimenti saresti stato il più grande”.
Adesso.
Vivo dove sono nato, a Oderzo. E’ nata 46 anni prima di Roma, è una colonia romana, in piazza c’è la lupa. Qui ho mia moglie, i miei amici, alleno una squadra di ragazzini al massimo di 10 anni. Fino a quell’età non ti tradiscono.
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